Che asino !

 

   

 

 

 

 

 

 

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Il "poi" è difficile. Improvvisamente scopri di aver buttato la tua vita.

Ti accorgi di aver condiviso il tuo tempo con persone che non ti stimano, anzi, ti odiano così tanto da permettere una simile atrocità.

Certo, ci sono figli e mutui da pagare.

Dentro di te tanta rabbia.

Corri ai ripari, leggi e rileggi "L'autostima. Volersi bene per voler bene agli altri di Willy Pasini": 8 euro e 40 buttati!

Intorno a te contraddizioni continue: elogi e critiche feroci.

Vi decidete? Se sparate alle spalle con premeditazione, con studio accurato dei dettagli, significa che volete uccidere.

Quanta fatica: bastava una lettera di licenziamento.

Però qualcosa non quadra, nessuno risponde alle tue domande in maniera chiara, inequivocabile. Solo mezze parole, frasi sottili.

Finalmente scopri il pretesto usato, la prima frase pronunciata quella mattina, quella che nessuno ha avuto il coraggio di dirti.

Nessuno poteva opporsi perchè ognuno aveva contribuito.

Se qualcuno supera certi limiti, non ha diritto ad un processo regolare? Con tanto di avvocato difensore?

Dopo anni in cui si ascolta solo l'accusa, qualsiasi giudice emetterebbe una sentenza di condanna.

Magari quel giudice aveva bisogno di colpevoli.

Ma allora, non stiamo più parlando di lavoro ma di bene e male, di persone buone e cattive.... allora parliamone!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spacca teste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ladre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Essere "cattivi" ad esempio, potrebbe voler dire:

  • rubare il lavoro
  • sparlare delle persone solo e unicamente in loro assenza e alle loro spalle
  • criticare il lavoro fatto da altri pur non conoscendolo
  • non schierarsi mai
  • dare sempre ragione al tuo superiore (anche se non condividi una parola di quello che dice)
  • dare un ruolo di responsabilità ma non tutelare le persone che lo svolgono
  • accettare un ruolo di responsabile (con relativo compenso) e non saperlo svolgere
  • approffittare della propria posizione per favorire (indipendentemente dal merito) chi è dalla tua parte
  • fare il doppio gioco (con te e contro di te)
  • non riconoscere MAI di aver sbagliato.

 

Ognuno ha la propria personale classifica, e allora chi deve decidere veramente?

Ma il giudizio non dovrebbe arrivare alla fine da Qualcuno che ne è titolato?

Vuoi vedere che abbiamo lavorato 33 anni in paradiso e non ce ne siamo accorte?

Ci stiamo impegnando per essere come ci avete sempre descritto, ci spetta di diritto riuscirci.

Avete mai preso una multa salata per divieto di sosta? Se capita, paghi la multa ma poi parcheggi "selvaggiamente" tutta la giornata!

Voi invece avete il dovere di essere sempre "BUONI" per non cadere in contraddizione.

Auguri

 

 

 

  

 

 

   


 

 

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